il sud

Partiamo alla volta dell'ampio sud dal villaggio di Tías, capoluogo del comune più importante di Lanzarote,
per entrare in La Geria attraverso la frazione di Conil. La sensazione che da subito irradia il paesaggio
è di uno stretto rapporto tra uomo e ambiente. Le eruzioni vulcaniche del XVIII e XIX secolo seppellirono
fertili pianure, sottraendo all'uso agricolo la quarta parte dell'isola. La presenza delle ceneri vulcaniche
fa sì che la creazione di suolo coltivabile sia molto costosa, nonostante esso sia comunque produttivo; per
questo motivo il contadino rappresenta un elemento fondamentale del paesaggio agricolo. La natura del terreno
rende difficile la meccanizzazione del lavoro agricolo, ma il contadino ha un valido alleato nel cammello:
insieme essi hanno combattuto l'aridità del suolo e gli strati di ceneri vulcaniche coltivando in buche del
terreno e combattendo i venti con dei ripari di pietra; hanno lottato contro la siccità con gli enarenados,
tecnica di coltivazione che si basa sulle proprietà di assorbimento del rofe, o cenere vulcanica. Questo
tipo di coltivazione consiste nello stendere sul terreno uno strato di cenere vulcanica di circa venti
centimetri di spessore, che favorisce il rendimento agricolo, in quanto il rofe ha la proprietà di assorbire
l'umidità della notte con grande facilità, mentre durante il giorno impedisce che l'azione del sole inaridisca
la terra con l'evaporazione dell'acqua.
Attraversando La Geria, si giunge al villaggio di Yaiza, che deve il suo nome a una principessa aborigena: il
villaggio spicca per la sua forte personalità e per l'aspetto molto curato. Yaiza ha ottenuto numerosi premi
per gli abbellimenti apportati, a riprova dell'impegno posto dai suoi abitanti nella cura delle case e
dell'ambiente circostante, una bellezza che è già diventata tradizione. Due gli edifici singolari che
risaltano: La Casa Benito Pérez Armas, in cui hanno luogo le manifestazioni di maggior rilievo culturale,
e la chiesetta di Los Remedios, la cui costruzione ebbe inizio verso la fine del XVII secolo. Yaiza confina
con il Parco Nazionale di Timanfaya, un paesaggio vulcanico e dall'aspetto unico, attraversato da una strada
che conduce al sito Islote de Hilario, un'area di servizio che ospita un ristorante, e in cui si svolgono
diverse dimostrazioni di fenomeni di fuoco e acqua.
Sulla via del ritorno e in direzione Sud, lasciando alle spalle Yaiza, si raggiungono le Saline di Janubio,
il cui progetto di restauro sta per essere concluso, Los Hervideros (un tratto di costa battuta con particolare
forza dal mare), e il Charco de Los Clicos o Verde, nel Golfo.
Playa Blanca, la località che segna il confine sud con l'isola sorella di Fuerteventura, e le spiagge di
Papagayo, rappresentano una grande attrattiva paesaggistica per molti visitatori, ma la zona è anche di
elevato interesse storico e culturale, in quanto su queste coste ha avuto inizio la storia spagnola delle
Canarie, con lo sbarco di Giovanni di Bethencourt (1402), che diede avvio alla conquista dell'arcipelago.
il nord
Il percorso a nord di Lanzarote, si snoda nei comuni di Teguise e Haría; l'itinerario proposto
parte da Villa de Teguise, antica capitale dell'isola. Si tratta di un nucleo dal forte sapore storico,
protetto dalla legge dopo essere stato dichiarato Centro Storico - Artistico, il che dà un'idea del suo valore.
Di fronte al nucleo di Villa si trova la Montagna di Guanapay, sulla cui cima si erge il Castello di Santa Barbara,
che attualmente ospita il Museo dell'Emigrante.
Dopo la visita culturale a Teguise, in direzione Nord, sulla sinistra sorge il santuario della Vergine delle
Nevi, sull'orlo della Rupe di Famara (Risco de Famara). Ai piedi della chiesetta, alle falde del Risco,
la spiaggia di Famara si estende per diversi kilometri di lunghezza, partendo da La Caleta, un villaggio
di pescatori diventato la porta d'ingresso alle distese di sabbia che coprono lo centrale dell'isola.
Una volta attraversato il villaggio di Los Valles, si raggiunge il punto più alto dell'isola, il
massiccio delle Peñas del Chache. Il visitatore si trova ora di fronte a Haría, un villaggio e una
valle la cui caratteristica principale è la fertilità. Conosciuta come la valle delle 10.000 palme,
un'oasi in pieno deserto, spezza l'impressione generale di siccità e di aridità vulcaniche di Lanzarote.
Dopo una breve sosta nella sua piazza, possiamo visitare il Museo di Arte Sacra e il Laboratorio Comunale
dell'Artigianato (Taller Municipal de Artesanía). L'itinerario prosegue verso il villaggio di Máguez, e da
lì fino alla località di Guinate, dove si trova il Guinate Tropical Park, che ospita più di 1000 uccelli di
diverse specie. Un po' più avanti, nei paraggi di Yé, si trova il Mirador del Río, considerato la migliore
opera architettonica di César Manrique: un belvedere scavato nella pietra, che offre, da quasi 600 metri di
altezza, la vista straordinaria degli isolotti a nord di Lanzarote, in particolare dell' unica isola abitata:
La Graciosa.
In seguito, ci dirigiamo a Órzola, e di ritorno, lungo la costa orientale, sostiamo presso Los Jameos del Agua,
nella Cueva de Los Verdes e nel Giardino dei cactus, tre creazioni di César Manrique a cui una visita è d'obbligo,
diventate attrazioni di livello mondiale ed esempi di intervento armonioso della mano dell'uomo sulla natura.
Proseguiamo poi fino ad arrivare, attraversando le località marittime di Punta Mujeres e Arrieta,
nuovamente a Teguise, il punto di partenza e di arrivo dell'itinerario nord.
Itinerari
il centro
L'itinerario centrale può partire da Arrecife, anche se una visita alla capitale Lanzarote merita
una trattazione a parte, a margine degli itinerari tracciati. A sei kilometri da Arrecife si
trova il villaggio di Tahíche, dove ha sede la Fondazione César Manrique, creata dall'artista e
in cui si possono apprezzare la spettacolare integrazione della costruzione nella natura, ubicata
com'è in cinque bolle vulcaniche sotterranee, e le collezioni pittoriche in essa contenute.
Da qui si giunge al villaggio di San Bartolomé, al vestibolo di La Geria e del suo singolare paesaggio
agricolo. In questa località spicca la Casa del Mayor Guerra, in fase di restauro, e la Casa Ajei,
dichiarate Beni Culturali, che costituiscono, con il complesso della piazza del Comune, il più notevole
patrimonio culturale del luogo. Non lontano, accanto al villaggio di Mozaga, si trovano il Monumento alla
Fecondità e la Casa Museo del Contadino, nel centro geografico dell'isola, un omaggio all'abitazione
dell'agricoltore isolano e alla sua lotta per strappare frutti da una terra bruciata.
La cucina del ristorante della Casa Museo del Contadino ci avvicina alla tradizione gastronomica
dell'isola e, rapidamente, la strada ci porta a Tinajo, dopo aver attraversato i villaggi di Tao
e Tiagua. Poco più avanti, sulla costa più ferocemente battuta dal mare, il villaggio di
La Santa offre pesce fresco a chi ha preferito attendere la vicinanza del mare per fermarsi a
mangiare. Sulla via del ritorno, attraverso Mancha Blanca, si erge il santuario della protettrice
di Lanzarote, la Vergine dei Vulcani, a ricordo di un'antica tradizione, secondo cui la lava delle
antiche eruzioni si arrestò davanti all'immagine della Vergine dei Dolori, risparmiando vite umane e beni.
La strada di Tinguatón ci riconduce, attraverso La Geria, fino a Masdache, a un passo da San Bartolomé.